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Un
monumento di compiutezza e trasfigurazione compositiva,
tra le opere più difficili mai scritte per il
pianoforte, è quanto sceglie il giovane e ormai
affermato Paolo Restani, musicista di raro virtuosismo
e profondità, sulla richiesta di un repertorio
esclusivo eppure fondamentale per la tradizione
romantica del suo strumento. Complesso sin dalla sua
analisi e sin dall’approccio dei contenuti tecnici
"trascendentali", il capolavoro di Liszt
nulla tralascia nel raccontare l'intelligenza colta e
paradossale del grande compositore ungherese. Eseguiti
integralmente, gli studi lisztiani completati nel
1851, diventano assai più efficaci nell'annuncio
degli elementi che ancora oggi sorreggono lo sviluppo
del pianoforte. Restani li precede con alcune pagine
tra le più amate del russo Rachmaninoff.
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